La storia di Sandro Mentasti: da una cantina di Varese a 80 anni di imprenditoria nella gomma
Ogni anno, il 21 agosto, il World Entrepreneurs’ Day celebra chi ha avuto il coraggio di trasformare un’idea in un’impresa. Non serve andare lontano per trovare un esempio concreto: basta guardare alla storia della nostra azienda e a quella di un uomo che, da una cantina di Varese, ha costruito un’eccellenza italiana nel mondo della gomma e degli elastomeri.
Dalla guerra a una cantina: gli inizi (1945-1947)
Sandro Mentasti torna dalla campagna d’Africa Settentrionale, dove aveva prestato servizio nella Divisione Corazzata Ariete, in un’Italia ancora segata dalle macerie. Nel 1945 trova impiego in un laboratorio di stampaggio di articoli in gomma a Milano, qui per due anni impara un mestiere che, di lì a poco, diventerà la sua vita. A Varese, nel gennaio del 1947, decide di mettersi in proprio: non ha capitali e non ha macchinari, ma ha una cantina di casa, l’esperienza appresa a Milano e la determinazione tipica di chi doveva reinventarsi per sopravvivere al dopoguerra. La materia prima? Ritagli di gomma recuperati dalle suole delle scarpe, raccolti in bicicletta a Vigevano, distretto calzaturiero storico. I primi prodotti erano palle da gioco, pupazzetti per l’infanzia, borse dell’acqua calda e camere d’aria per auto e moto.
Il boom della moto
Il salto nel mondo delle due ruote. La svolta arriva dal mercato motociclistico, in crescita esponenziale nel dopoguerra. Diverse industrie aeronautiche che durante la guerra avevano prodotto velivoli del combattimento (come l’Aeronautica Macchi, MV Agusta, Caproni) si riconvertono alla produzione di moto e scooter civili e diventano clienti della Sandro Mentasti, che fornisce camere d’aria, manopole, pedane antivibranti e guarnizioni motore. Presto si aggiungono i grandi nomi del motorismo italiano: Ducati, Benelli, Moto Guzzi, Laverda, Moto Morini, Gilera.
1954 – le persone come vero patrimonio
La crescita rende necessaria una nuova sede: circa 5.000 metri quadrati, pensati per accompagnare lo sviluppo dell’azienda e, soprattutto, per accogliere i 30 collaboratori che da sempre rappresentano il suo patrimonio più prezioso. È in questi anni che si sviluppa la specializzazione nello stampaggio a compressione di gomma ed elastomeri sintetici, insieme alla capacità interna di formulare le proprie mescole chimiche.
1960 – la prima azienda in Italia a stampare la gomma a iniezione
Il vero salto tecnologico arriva nel 1960, quando Sandro Menatsti ha l’intuizione di applicare alla gomma la tecnologia dello stampaggio a iniezione, fino ad allora riservata alle materie plastiche. La sfida è tutt’altro che semplice, perché il comportamento della gomma durante l’iniezione è completamente diverso da quello della plastica. Si lavora giorno e notte per modificare una pressa per materie plastiche, con piani portastampo riscaldati a vapore a 160°C (l’opposto di quanto richiesto per la plastica) e sistemi di termoregolazione costruiti in casa.
Così Sandro Mentasti diventa la prima fabbrica in Italia a stampare la gomma a iniezione, un traguardo che apre le porte a clienti prestigiosi, tra cui la Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, per la quale l’azienda produce per anni calciature in gomma/metallo con standard qualitativi elevatissimi.
Dalla meccanica di precisione alla certificazione internazionale
Negli anni ’70 e ’80 l’azienda sviluppa un proprio reparto di meccanica di precisione per la costruzione degli stampi, garantendosi un’autosufficienza che molti concorrenti non hanno.
Con l’arrivo dei tecnopolimeri, a inizio anni ’80, matura anche una nuova cultura degli stampi dedicati a queste tecnologie, mentre l’introduzione dell’elettroerosione a tuffo rivoluziona la capacità di realizzare geometrie prima impensabili. Nel 1998 arriva la certificazione ISO9002, un passaggio che apre le porte a una clientela industriale sempre più esigente. Oggi le certificazioni sono ISO9001 e 14001.
Oggi, quasi 80 anni dopo
Dal primo decennio degli anni 2000 nuove presse di ultima generazione, automazione e robotica portano l’azienda a un livello di precisione e affidabilità sempre più alto. Il secondo decennio è segnato da un protocollo di protezione ambientale, mentre i prodotti raggiungono oggi più di 90 Paesi nel mondo.
A guidare ogni scelta, ancora oggi, la stessa filosofia del fondatore: “Un buon prodotto non è frutto del caso, ma sinergia della materia prima con il processo di trasformazione e con l’Uomo.”
Da una generazione all’altra, guardando al futuro
La storia dell’azienda però non è fatta soltanto di innovazione tecnologica e crescita, è anche una storia di continuità familiare. Negli anni ’60 entra in azienda la seconda generazione, raccogliendo progressivamente l’eredità imprenditoriale del fondatore e contribuendo a portarne avanti visione e valori. Alla fine degli anni ’90 è il momento della terza generazione, quella che ancora oggi guida l’azienda e ne accompagna lo sviluppo in un mercato sempre più internazionale e tecnologicamente avanzato! Oggi, a quasi ottant’anni da quella prima cantina di Varese, lo sguardo è già rivolto al prossimo capitolo: l’azienda si prepara al futuro ingresso della quarta generazione.
Quattro generazioni unite dallo stesso filo conduttore: innovare, evolvere e guardare avanti senza perdere il legame con le proprie radici.
Perché questa storia parla a ogni imprenditore
La storia di Sandro Mentasti non è solo la storia della nostra azienda, è la storia di cosa significhi fare impresa in Italia. Partire da zero, intuire un mercato prima degli altri e investire in tecnologia quando nessuno ci crede ancora. E soprattutto non dimenticare mai che dietro ogni prodotto ci sono le persone.
Buona Giornata Mondiale dell’Imprenditore a chi ha iniziato in una cantina come noi e a chi sta per iniziare oggi!

